martedì 15 aprile 2014

La terra tra le mani

By, Gianni Berengo Gardin

Dopo lo sgretolarsi dei castelli edificati con la foga del sogno e senza la capacità del reale
Quando il sapore di cenere ha riempito ogni anfratto, dalle narici che non riconoscono altro odore se non quello del bruciato degli imperi caduti, alla bocca, incapace neppure di digrignare i denti, tanto si sono consumati per l'amarezza. 

Laddove anche i colori più prepotenti si piegano alla monocromia dell'opacità delle tinte stinte, quando anche la parola fine non ricorda più il suo inizio. 

In quel luogo di non ritorno, dimentico di ogni partenza accade un qualcosa. 

sabato 15 marzo 2014

La solitudine dell’eroe

...

Sta tutto lì.
Nell’antica lotta tra necessità e libertà.

Nella faida intestina che da sempre dà vampate di colore al tuo animo in escandescenza, arrotolato in quella consapevolezza già reale ancora prima che diventasse tale anche solo la parola.

Perso, ma mai perduto, nel costante nostos, nelle dodici tappe che non hanno mai fine, ritenendoti savio nell’accarezzare i lembi della follia, sempiterno colpevole di un’emanazione che non hai scelto di avere, che non hai smaniato per ottenere, che ti vedi costretto a portare.

domenica 9 marzo 2014

Quell’aria che non basta

By, Federico Garolla

Magari una sera uscirai, l’aria sarà più pulita del solito o un odore riuscirà a rapirti la mente, o forse gli occhi si poseranno veloci su un dettaglio all’orizzonte e sospirando piano capirai che stai meglio, che in qualche modo ce l’hai fatta, che è tutto passato.
Magari succederà.

L’abisso smetterà di guardarti dentro, le mani riusciranno anche a non tremare, le notti torneranno a concedere riposo.

Magari accadrà.

martedì 28 gennaio 2014

Le parole sono importanti

By, Bert Hardy
E poi ti ritrovi con una sigaretta tra le labbra serrate che neanche si chiede più perché l’hai accesa. 
Ti ritrovi così, con la cenere che cade lieve e i pensieri che seguono il suo moto casuale.
Ti trovi con il volto tirato, con rughe d’espressione che neppure pensavi di avere e che ti raccontano le parole. 
Le parole non dette, quelle che hanno mancato il tempismo, le parole urlate.
Le parole sussurrate, quelle che non avresti mai dovuto dire, le parole sprecate.
Le parole offese, quelle risentite anche solo ad essere state pronunciate dalla bocca, colme di vergogna per essere fuoriuscite da quelle labbra che avrebbero voluto usarne solo altre, altre parole.

giovedì 2 gennaio 2014

Tutto si trasforma, nulla perisce

By, Robert Doisneu

Non inizia nulla senza che qualcosa sia concluso.
Non vi è un termine privo di un principio. 
E’ il naturale rincorrersi delle cose, l’abbraccio eterno delle stagioni, il meraviglioso susseguirsi, l’opposizione che trova la sua congiunzione.
Quanto era informe e sfocato prende definizione e rispolvera i colori.