domenica 8 giugno 2014

Come costruire i propri ricordi

Jane & Serge, by Andrew Birkin
Bisogna solo badare bene a costruire i propri ricordi.
Perché a volte, il tentativo, non sta nella velocità, ma in quanto si è in grado di sporgersi dal precipizio.
Di quando le certezze di domani iniziano a capire di poter ridere in faccia alle paure di ieri e, oltre il baratro, non c'è lo schianto, ma il riscatto.

L'indole non è mai del tutto sopita quando ha ancora la forza di gridare e il fuoco sacro è sempre capace di ardere anche sotto le ceneri più spesse.

Le scelte dicotomiche parlano sempre la stessa sciolta e semplice lingua; non c'è nulla di tremendamente complesso, quando può essere tutto meravigliosamente complicato.

Lo sai già per certo nelle ore della notte che corrono come minuti, nell'idillio di una temperatura che odora d'estate ma non rovina la frescura del vino, nella bocca arsa di tabacco ma ancora desiderosa di fumare.

sabato 17 maggio 2014

L'arte della pazienza

By, Bert Hardy
Secoli silenti, stagioni burrascose, istanti dirompenti.
Ogni forma temporale era passata, trascorsa, vissuta, senza che si capisse davvero il valore della pazienza.
Che c'era da sbuffare in faccia ai motti popolari e ai finti custodi della calma sociale che si ripetevano in sterili e altrettanto gratuiti consigli non richiesti, elogi non cercati dell'antica virtù.
Era il caso invece di assimilarla, di sentirla propria, su ogni centimetro di pelle martoriata, in ogni angolo, anche il più remoto, di quell'animo che non si smetteva mai di conoscere.

martedì 29 aprile 2014

Il crimine di pace

By, Luigi Vegini
E poi ti ritrovi a parlare sempre delle cose che perdi, nell'assoluta incapacità, divenuta ormai pratica rodata, di dare il benché minimo valore a quanto, anche solo per il frangente di un istante, pare poter appartenere.
Un presente eternamente insoddisfatto, troppo preso dal guardare con trasognante malinconia al passato o con un altrettanto futile slancio idealizzante al futuro.

In quel adesso dove anche il tempo per le promesse non mantenute sembra essere finito.

E gli occhi, addomesticati da una penombra crepuscolare dove gli inganni si offuscano, non trovano modo di riconoscere la luce e, quasi, iniziano a provare un fastidio antico, quello rivolto al ricordo della felicità che per lunghe stagioni non speravi più di poter avere.

martedì 15 aprile 2014

La terra tra le mani

By, Gianni Berengo Gardin

Dopo lo sgretolarsi dei castelli edificati con la foga del sogno e senza la capacità del reale
Quando il sapore di cenere ha riempito ogni anfratto, dalle narici che non riconoscono altro odore se non quello del bruciato degli imperi caduti, alla bocca, incapace neppure di digrignare i denti, tanto si sono consumati per l'amarezza. 

Laddove anche i colori più prepotenti si piegano alla monocromia dell'opacità delle tinte stinte, quando anche la parola fine non ricorda più il suo inizio. 

In quel luogo di non ritorno, dimentico di ogni partenza accade un qualcosa. 

sabato 15 marzo 2014

La solitudine dell’eroe

...

Sta tutto lì.
Nell’antica lotta tra necessità e libertà.

Nella faida intestina che da sempre dà vampate di colore al tuo animo in escandescenza, arrotolato in quella consapevolezza già reale ancora prima che diventasse tale anche solo la parola.

Perso, ma mai perduto, nel costante nostos, nelle dodici tappe che non hanno mai fine, ritenendoti savio nell’accarezzare i lembi della follia, sempiterno colpevole di un’emanazione che non hai scelto di avere, che non hai smaniato per ottenere, che ti vedi costretto a portare.