mercoledì 24 giugno 2015

Smettere di fare fatica

By, Brassai
Si passa un’infinità del nostro tempo, che di infinito non ha che il suffisso, a pensare l’impensabile, comprendere l’incomprensibile e sondare l’insondabile.
O meglio, alcuni lo fanno, altri pensano non ne valga la pena, qualcuno lo vive così, con un’idea precisa del Nulla e quindi, probabilmente, in grado di spiegare il Tutto.

Tra schiavi del pensiero positivo e addetti ai livori, si affibbiano etichette tanto colorate quanto un foglio scarabocchiato con pastelli a cera, utili come fare indovinelli sulla luna e imprigionarla in un cerchio di dita, sapendo che solo pochi potranno toccarla davvero.
Un costante e sfiancante affaccendarsi, in subordinazione di una divinità che vuole tutti succubi e che porta il nome di Fatica.

mercoledì 29 ottobre 2014

Ammirare la capacità di Ammirare

by, Nino Migliori
C'è un germe crescente nel vivere sociale, sempre più dimentico sia del vivere, sia del sociale.
Un fare virulento, che contagia, che fa proseliti come un qualcuno con un passato mediocre tra i blasfemi che si ricicla stonando tra i salmodianti.
Un virus figlio di canoni di presunta normalità che rifuggono dagli eccessi come scarafaggi dal sole, per il solo timore di mettere in luce tutta la loro natura becera, fatta di poco meno di pochezza.
Una malattia dilagante, che contamina, stordisce.
E' la piaga di chi pensa senza pensare.
Della quale sono afflitti coloro che, ben lungi dalla rassicurante stupidità, credono davvero di dare vita a ragionamenti sensati, a elaborazioni affatto scriteriate che vanno tramutandosi in argomentazioni perfettamente riuscite.

martedì 26 agosto 2014

Ognuno abita la vita come può

by, Sebastiao Salgado
Che poi, d'altronde, ognuno abita la vita come può, come sa.
Come gli è stato detto o non detto.
Seguendo insegnamenti o ripudiandoli, elaborandone di propri, studiando quelli altrui.

Che c'è il fiato strozzato che richiama tregua a ogni sospiro e poi quello mai stanco, da polmoni capienti, da bocche capaci di dare vita ad altre bocche, da cuori che non sanno far altro che battere.
Le gambe che sanno solo correre e quelle gravate anche soltanto dal peso del corpo, le mani che vogliono conoscere, stringere, afferrare, in costante ricerca, in leggiadra sospensione, protese costantemente un filo oltre,
E quelle zitte, silenti, bramose solo di rinchiudersi in pugni nascosti di tasche segrete.

venerdì 18 luglio 2014

La mancanza è un assedio

By, Stanley Kubric
La mancanza è un assedio.
Un attacco senza sosta, che circonda senza avvolgere, che colpisce e infierisce.
La mancanza è un assedio di un nemico nebuloso ma consistente, che la guardia che alzi su un fianco scopre quello che sarà centrato dal fendente micidiale.
La mancanza è un assedio al quale resistere.
Resistere per re-esistere, per esistere nuovamente, solo con la strenua resistenza si combatte la mancanza.
Un combattimento da notti insonni, di veglia, di guardia.
Un combattimento di pianti e urla e occhi sgranati e bocche arse.
Che deve far male, deve scavare dentro, toccando il fondo, scoprendo i nuovi limiti che si trovano quando si smette di pensare di averne.

martedì 8 luglio 2014

La perfezione nello squilibrio

By, Gianni Berengo Gardin
Storie di richiami antichi, racconti di echi sommersi che narrano di quanto il solo sfiorare racconti il tutto che già c'era, che urla per esserci, che smania affinché vi sarà.
Il salto tra violento tormento e potente fermento, non scompone i profili che si congiungono in un incastro fuori dal tempo, che annienta i “troppo” e schernisce gli “abbastanza”.

Della sublime disarmonia dell'elegante funzionamento della macchina complessa dell'io, di una mente che corre forsennata, di un cuore che non viene creduto, di un corpo che sposa rigidità.

E poi, gli stessi, invertiti, con un corpo che si scioglie, una mente che razionalizza, un cuore che irradia.